Oltre trent'anni di tecnologia. E non è finita.
Dialogicom nasce nel 2016 e raccoglie un percorso tecnologico iniziato dal suo fondatore nel 1991. Un'esperienza maturata tra sistemi embedded, elettronica, software custom, web, SaaS e oggi integrazione AI.
Non abbiamo seguito le mode: abbiamo seguito i problemi reali dei clienti, costruendo di volta in volta gli strumenti necessari per risolverli.
nella tecnologia da oltre 30 anni
Dialogicom è la sintesi di quel percorso: una realtà costruita su una competenza tecnica che si accumula da oltre 30 anni. Nel tempo, seguendo le evoluzioni del mercato e le esigenze reali dei clienti, l'attività si è espansa dall'hardware al web, dai sistemi esperti all'intelligenza artificiale.
Oggi il focus principale è sullo sviluppo SaaS, sull'integrazione AI e sui prodotti digitali costruiti intorno ai processi reali delle aziende. L'embedded rimane parte del lavoro perché quella competenza radica tutto il resto: chi ha progettato hardware, dove un errore costa caro, capisce i sistemi software a un livello più profondo.
Portiamo l'innovazione alle aziende. E se dovesse servire qualcosa che al momento non esiste, lo facciamo.
64K di RAM. E bastavano per tre.
Molto prima di Dialogicom, e prima ancora di Dialogos, il fondatore progetta e costruisce da sé il suo primo computer, con processore Z80. All'inizio il sistema operativo era il CP/M di Digital Research (Pacific Grove, California); qualche anno dopo introdusse anche l'MP/M, la sua versione multi-utente. Erano gli anni in cui il personal computer non era ancora diventato un prodotto di massa e l'IBM PC sarebbe arrivato solo più tardi.
Quel sistema montava 64 KB di RAM (sì, kilobyte) segmentati in due blocchi da 32K: uno per il programma, l'altro per i file e la loro manipolazione. Con il drive per floppy da 5 pollici visibile in foto si potevano invece allocare tutti i 64K al programma in esecuzione.
Su quella macchina, e con quelle «enormi» risorse, scrisse un intero gestionale di magazzino e fatturazione, accessibile in concorrenza da tre terminali via RS232. Praticamente tutto in Assembler Z80.
Qualche tempo dopo arrivò un hard disk da 5 MB: costava 7 milioni di lire dell'epoca, una piccola fortuna, quanto un'utilitaria. La sola formattazione richiedeva circa un'ora. E lanciato il compilatore, c'era il tempo di scendere al bar per un caffè e risalire prima che avesse finito.
Vogliamo parlare di cosa si fa, oggi, con 64K di RAM e 5 MB di disco?
Una linea che parte dal 1991.
Dialogos
Hardware e software del primo sistema di messaggistica in tempo reale per locali pubblici, su rete X.25 Itapac. Smart card ricaricabile, schermo a oblò per la privacy. Presentato a ENADA 1991. È, a tutti gli effetti, il nonno di WhatsApp.
Scopri Dialogos →Merlino Board
Sistema embedded basato su FPGA con softcore processor. Una piattaforma di sviluppo per apparecchi da gioco a norma, con smart card e conformità ai Monopoli di Stato gestita dalla board: allo sviluppatore restava solo il gioco.
Scopri Merlino →
Singularity Board
Evoluzione della Merlino Board: architettura FPGA SoPC, processore grafico 3D, doppia smart card. Più potenza, stessa filosofia: hardware che si riprogramma via software.
Scopri Singularity →
Espansione al web
Dalle interfacce per l'embedded ai siti, all'e-commerce, alle app mobile. In risposta ai clienti che preferivano un interlocutore tecnico unico, dal dispositivo al cloud.
Nasce Dialogicom
Nuova struttura, stesso fondatore, stesso approccio: SaaS, e-commerce, portali, gaming, sicurezza di rete, controlli industriali.
Sistemi esperti e analisi predittiva
Tecniche di AI per previsioni di vendita e analisi del rischio. Sei anni prima del boom di ChatGPT, quando l'AI la chiamavamo "sistemi esperti".
Dal chip al cloud all'intelligenza artificiale generativa
Sviluppo di applicazioni SaaS, integrazione di modelli AI nei flussi aziendali, sistemi embedded evoluti, applicazioni web e app per smartphone, prodotti digitali su misura.
L'embedded è la radice, non un ricordo.
Non siamo un'agenzia web che ha aggiunto qualche servizio tecnico. Siamo l'opposto: una competenza nata dove l'errore ha conseguenze fisiche, applicata a tutto il resto dello stack. Questa è la differenza che si sente quando un prodotto deve reggere nel tempo, non solo al lancio.
È una competenza che, nel tempo, ci ha portati anche a collaborare con il CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, allo sviluppo dell'elettronica a supporto delle fuel cell, le celle a combustibile.
È lo stesso rigore con cui si progetta un circuito che portiamo dentro un'applicazione SaaS, un'integrazione AI, un sito. Una sola software house, tutti i livelli dello stack.
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